come si scrivono i buoni propositi

L’anno scorso avevi scritto la lista dei buoni propositi? Com’è andata? Catastrofe pandemia, lockdown, green pass a parte, se hai l’abitudine di stilare i buoni propositi per l’anno nuovo, ti sarà successo di riprendere in mano la lista e notare che molti obiettivi non sono stati raggiunti.

Spesso a fine anno si fa un bilancio dei 12 mesi appena trascorsi. Qualcosa è andato bene, qualcos’altro non è andato come avevamo previsto o sperato. E poi i fulmini a ciel sereno: cose impreviste che ci hanno travolto e sconvolto la vita. Nel bene o nel male, gli avvenimenti inattesi non sempre sono negativi.

A fine dicembre siamo ispiratissime: quello che non è andato l’anno passato quest’anno lo raggiungerò! Tutto cambierà!

Se l’anno che si sta chiudendo ci ha portato sofferenze e insoddisfazioni, capita di avere un atteggiamento quasi di sfida. Ma l’entusiasmo e la determinazione che abbiamo nello stilare i buoni propositi, a febbraio o marzo ci saranno ancora? Nel migliore dei casi, già a fine gennaio ci si dimentica della lista dei desideri che, solo poche settimane prima, consideravamo così fondamentali per la nostra felicità.

lista desideri

Ma perchè i buoni propositi non si avverano?

Le risposte a questa domanda sono molte. E’ un discorso che andrebbe approfondito perchè non riguarda solo i buoni propositi di fine anno, ma vale per qualsiasi obiettivo abbiamo in mente di raggiungere, e in qualsiasi momento della nostra vita. Se giri un po’ nel blog troverai altri articoli dove affronto questo discorso, ad esempio puoi leggere A cosa servono le affermazioni positive

Una prima spiegazione sul perchè non funzionino i buoni propositi possiamo già trovarla nelle parole stesse: buoni propositi, cioè le buone intenzioni. Le parole hanno un peso e un significato ben preciso che influenzano la nostra mente e, di conseguenza, le nostra azioni. La parola intenzione è passiva. Avere intenzione di fare qualcosa non significa che ci si sta muovendo per raggiungerla. E’ un’idea, qualcosa che prima o poi farai. Fare una lista con la mentalità dei buoni propositi, significa rinviare al futuro il momento in cui ci metteremo in azione: oggi lo scrivo, ma lo farò da domani. E magari sperare (la speranza… altra parola passiva) che succeda qualcosa che miracolosamente ci porti verso il nostro obiettivo.

Cambiare mindset

I buoni propositi sono desideri che vorremmo si avverassero, l’atteggiamento mentale assunto mentre li pensiamo o li scriviamo farà la differenza, determinerà se siamo disposti o meno a muoverci per ottenerli. Per far sì che non risulti solo una lista esattamente come quella della spesa, bisogna cambiare mindset (letteralmente settaggio della mente) e pensare ai desideri come progetti con un obiettivo finale. Progettare è una parola attiva perchè richiede elaborazione e azione da parte nostra, siamo registi e attori protagonisti di un percorso che porta ad un fine.

Agire implica coraggio di cambiare e uscire ora dalla nostra zona di comfort. Zona che conosciamo molto bene e che, malgrado ci renda insoddisfatte, ci dà sicurezza.

Quando si decidono gli obiettivi, fai attenzione ad un altra cosa: sono influenzati dall’ambiente? Anche i social ormai sono da considerarsi ambiente e hanno un peso enorme sulle nostre decisioni, sui bisogni e i comportamenti. L’ambiente, i social, la TV ci spingono a desiderare cose, situazioni e ad assumere atteggiamenti che sono molto distanti dalla nostra vera natura. Il risultato è che si recita una parte molto diversa e lontana da noi, ma è in tutto e per tutto identica a mille altre. Gli obiettivi che non fanno parte di te, raramente hanno successo e, nel caso venissero raggiunti, sfuggono molto facilmente.

come scrivere i buoni propositi

Come scrivere una lista di obiettivi efficace

Scrivere è un’azione molto potente, hai mai pensato di creare un bullet journal? Fissare nero su bianco idee e obiettivi, crea forme pensiero in grado di influenzare la nostra mente. Noi agiamo seguendo il nostro mindset, e ci sono accorgimenti da assumere durante la scrittura degli obiettivi, in modo da avere effetti migliori.

Per il discorso di prima, cioè che le parole hanno un peso e un significato ben preciso che il nostro cervello riconosce, vediamo i punti da tenere in considerazione:

  • Devono essere obiettivi che riguardano solo te. Possono esserci persone che in qualche modo vengono coinvolte nel percorso, ad esempio ho un obiettivo di lavoro e ho bisogno di persone che abbiano delle competenze che non ho (web master, grafico ecc.). In questo caso è corretto “voglio creare un team di professionisti”, ma “voglio che Giuseppe/Caterina faccia…” non lo è. Non puoi decidere per gli altri. Anche il gettonatissimo”voglio fidanzarmi con…” non va affatto bene per lo stesso principio.
  • Usare il condizionale. Una lista di “vorrei” dice alla nostra mente che ci piacerebbe tanto che quei desideri si avverassero, ma che aspettiamo che qualcuno ci faccia la grazia. Usare il condizionale significa insicurezza sia verso le nostre abilità, sia verso il desiderio stesso. Non crediamo nella nostra capacità di realizzarlo, non ci si sente all’altezza e si scarica la responsabilità del mancato successo agli altri, al destino, a Dio o all’Universo.
  • Scrivere propositi umanamente irraggiungibili o in qualche modo nocivi. Dimagrire 10 kg in un mese è senz’altro possibile, ma a quale prezzo per la salute? Se non hai fatto un percorso di studi adeguato e hai 40 anni, perchè vuoi diventare astronauta? Esempi del cavolo, ne sono consapevole, però è giusto per darti un idea. Se vuoi migliorare qualche aspetto della tua vita, sii realista.
  • Utilizzare il NON. Se desideriamo evitare situazioni o atteggiamenti è sicuramente meglio scrivere esattamente cosa vogliamo anziché cosa evitare. Non voglio essere timida andrà quindi sostituito con un più efficace voglio essere più sicura di me. E’ inutile dirci ogni giorno cosa non vogliamo. Oltre ad essere una perdita di tempo, abbiamo sempre il pensiero fisso su qualcosa che non si desidera. Tra l’altro il cervello con computa la negazione, quindi puoi scrivere tutti i non che vuoi ma lui li percepisce al contrario.
  • Mancanza di chiarezza e giri di parole inutili. Dritti e diretti al punto! Spesso si scrivono un sacco di parole non necessarie come a voler giustificare a se stessi il perchè desideri quella cosa. Sai bene il perchè. Giustificare il proprio desiderio significa avere dei sensi di colpa o pensare di non meritarlo.
lista dei buoni propositi

Obiettivi per l’anno nuovo concreti

Gli obiettivi devono essere concreti e realizzabili, niente sogni ad occhi aperti, tanto belli quanto inutili, oltre che portatori di frustrazioni e insoddisfazioni. I desideri sono tanti, per trovare quelli giusti prenditi tutto il tempo che vuoi e scrivi qualsiasi cosa ti venga in mente. Servirà tempo ma che importa? Non è necessario che il tuo anno cominci per forza il 1 gennaio.

Quando pensi di non aver altro da aggiungere, rileggi la lista e ragionaci su, magari alcune cose non sono così importanti, altre possono essere ridondanti (voglio mangiare sano e voglio dimagrire oppure voglio una vita sociale più vivace e voglio essere più espansiva). Ne troverai alcuni che invece possono essere una conseguenza al raggiungimento di un altro obiettivo.

Screma fino ad individuare quali sono i desideri chiave, cioè quelli che una volta raggiunti possono sbloccare tutta una serie di altre cose, e quelli fondamentali come ad esempio riuscire a laurearti entro una certa data, un obiettivo così puoi metterlo in agenda e pianificare il percorso per raggiungerlo. Altri da mettere in agenda sono simili a “cominciare un attività fisica” oppure “assumere una nuova abitudine”. A questo punto, ti renderai conto che la lista sarà davvero breve, non sono poi così tante le cose che contano davvero.

E poi, oltre a tenere il foglietto con i tuoi obiettivi sempre sotto mano, creati una vision board, ti aiuterà moltissimo a raggiungere i tuoi obiettivi.

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