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Come scrivere la lista dei buoni propositi

A fine dicembre, facciamo inevitabilmente un bilancio dei 12 mesi trascorsi: alcune cose sono andate bene, altre invece non hanno seguito il corso che avevamo sperato o previsto. Forse a gennaio avevi idee chiare e desideri ben definiti, ma poi la vita ha mescolato le carte con eventi imprevisti. Questo, però, non è sempre una giustificazione per il mancato raggiungimento degli obiettivi.

A dicembre siamo cariche di entusiasmo: Quello che non è andato bene l’anno scorso, stavolta lo cambierò! Oppure, se l’anno che sta finendo ci ha lasciato insoddisfatte o amareggiate, può subentrare una sorta di sfida con noi stesse, così scriviamo i buoni propositi con una voglia di riscatto. Il problema è che spesso questa insoddisfazione ci porta a fissare obiettivi che non solo non ci appartengono, ma che, se siamo davvero sincere, in fondo non vogliamo nemmeno.

Ma al di là di questo, perché è così difficile portare a termine la lista dei buoni propositi? E perché alcuni obiettivi riusciamo a raggiungerli, mentre altri restano sulla carta?

perchè i buoni propositi non si avverano

Perchè i buoni propositi non si avverano?

Le risposte a questa domanda sono diverse e non riguardano solo i buoni propositi per l’anno nuovo, ma valgono per qualsiasi obiettivo in qualsiasi momento della nostra vita. Nel blog troverai altri articoli dove affronto questo discorso, ad esempio puoi leggere Come le affermazioni positive possono cambiare la tua vita.

Una prima spiegazione del perché la lista dei buoni propositi spesso non funziona è racchiusa proprio nelle parole che usiamo: buoni propositi, ovvero buone intenzioni.

Le parole hanno un peso specifico: influenzano la nostra mente e, di riflesso, il nostro modo di agire. Il termine ‘intenzione’, ad esempio, ha una natura passiva: averne una non implica affatto essersi messi in moto. L’intenzione è solo il punto di partenza, ma senza un piano concreto resta un desiderio vago, destinato a non realizzarsi.

Affrontare i propositi con questo approccio significa, di fatto, procrastinare: scriviamo oggi ciò che speriamo di fare domani. Spesso ci affidiamo persino alla speranza, aspettandoci che un evento esterno ci avvicini ai nostri obiettivi. Anche la speranza appartiene a un vocabolario passivo: ci spinge ad aspettare che qualcosa succeda, invece di agire attivamente perché avvenga.

Il gap tra intenzione e azione

La psicologia comportamentale ha studiato a fondo questo fenomeno. Ad esempio, la teoria del divario intenzione-azione di Heckhausen e Gollwitzer spiega che formulare un’intenzione non è sufficiente per generare un cambiamento. Senza un piano d’azione dettagliato, è facile rimanere bloccati nella fase della pianificazione mentale, senza mai passare all’esecuzione.

Uno studio condotto da Gollwitzer ha dimostrato che chi associa un’intenzione a un implementation plan, ovvero un piano pratico che definisce quando, dove e come agire, ha molte più probabilità di portare a termine i propri obiettivi.

Ad esempio, anziché scrivere semplicemente “Voglio allenarmi di più”, risulta più efficace stabilire: “Ogni lunedì, mercoledì e venerdì andrò in palestra alle 18:00, subito dopo il lavoro”. Questo tipo di pianificazione riduce l’incertezza e rende più facile innescare l’abitudine.

Il potere delle parole: da intenzione a decisione

Cambiare il modo in cui formuliamo i nostri propositi può fare la differenza. Le parole creano associazioni mentali che influenzano il nostro comportamento. Ad esempio:

  • Intenzione: Vorrei leggere più libri quest’anno = Decisione: Leggerò 20 minuti ogni sera prima di dormire.
  • Speranza: Mi piacerebbe perdere peso = Impegno: Seguirò un piano alimentare bilanciato e farò 3 allenamenti a settimana.

Sostituire termini passivi con espressioni che trasmettono azione e responsabilità ci aiuta a prendere il controllo del percorso verso i nostri obiettivi, rendendoci protagoniste attive del cambiamento.

Come mantenere i buoni propositi: i micro-obiettivi

Spesso, il motivo per cui i buoni propositi falliscono già a febbraio non è la mancanza di volontà, ma l’eccessiva ambizione o la vaghezza della meta. Quando ci poniamo traguardi troppo vasti, il nostro cervello li percepisce come una minaccia o un carico eccessivo, innescando una resistenza naturale. La chiave per superare questo ostacolo risiede in un concetto fondamentale: i micro-obiettivi.

La soluzione risiede nel frazionamento: suddividere un grande obiettivo in piccoli step realistici e misurabili. Questo approccio ci permette di accumulare una serie di piccole vittorie quotidiane che rilasciano dopamina e mantengono alta la motivazione nel lungo periodo.

Ad esempio, l’idea di scrivere un libro può spaventare al punto da bloccarci; al contrario, l’impegno di produrre 300 parole al giorno è un compito gestibile che, con la giusta costanza, porterà inevitabilmente al risultato finale.

Oppure prendiamo l’obiettivo di imparare una nuova lingua. Dire a se stessi “da domani studierò il francese” è troppo generico e faticoso; il cervello troverà mille scuse per rimandare. Se invece ci impegniamo a imparare solo tre nuovi vocaboli al giorno, la sfida diventa quasi ridicola per quanto è semplice.

Certo, tre parole al giorno non bastano per padroneggiare una lingua, ma il punto non è la quantità: è la continuità. Il vero scopo del micro-obiettivo non è l’apprendimento immediato, ma sconfiggere la resistenza iniziale e creare un automatismo. Una volta che sei seduto alla scrivania e hai imparato quelle tre parole, la tua mente è già in modalità studio: spesso scoprirai che, per inerzia positiva, finirai per leggere una regola grammaticale o ascoltare un podcast, oppure guardare un film in lingua originale.

Il micro-obiettivo è la scintilla che accende il motore; la costanza farà il resto, trasformando col tempo quei piccoli passi in una competenza solida.

come cambiare mindset

Cambiare mindset: i propositi diventano progetti

Se i buoni propositi sono i desideri che vorremmo realizzare, è l’atteggiamento mentale con cui li formuliamo a fare la vera differenza. Il nostro mindset determina, di fatto, se siamo disposti ad agire o se resteremo spettatori dei nostri sogni. Per evitare che i propositi si riducano a una sterile lista della spesa, dobbiamo cambiare approccio: smettere di vederli come semplici aspirazioni e iniziare a trattarli come veri e propri progetti.

Progettare è una parola attiva perchè richiede elaborazione e azione da parte nostra: siamo sceneggiatori, registi e attori protagonisti di un percorso che porta ad un fine.

Agire implica coraggio di cambiare e di uscire dalla nostra zona di comfort. Zona che conosciamo molto bene e che, malgrado spesso ci renda insoddisfatte, ci dà sicurezza.

Quando definisci i tuoi obiettivi, chiediti: quanto sono davvero tuoi? Quanto sono influenzati dall’ambiente che ti circonda? Oggi anche i social network fanno parte di questo contesto e hanno un impatto enorme sulle nostre decisioni, alimentando bisogni illusori e condizionando i comportamenti.

I contenuti che vediamo ogni giorno — foto perfette, stili di vita idealizzati, successi ostentati — possono creare standard irrealistici, spingendoci a desiderare traguardi che non rispecchiano ciò che vogliamo davvero, ma ciò che crediamo di dover volere. Questo fenomeno è amplificato dai meccanismi di confronto sociale: osservare costantemente i risultati (reali o costruiti) degli altri può farci sentire inadeguate, portandoci a rincorrere obiettivi che non ci appartengono.

L’influenza dell’ambiente sulle scelte personali

Oltre ai social, anche i modelli culturali, la famiglia, gli amici e l’ambiente di lavoro giocano un ruolo cruciale nel plasmare ciò che consideriamo desiderabile o “giusto”. Ci vengono proposti schemi di successo e felicità che rischiano di soffocare l’unicità di ognuno di noi. Se non prestiamo attenzione, potremmo finire a seguire un copione che ci allontana dalla nostra vera essenza.

Ad esempio, potremmo desiderare un corpo perfetto, non perché lo vogliamo davvero, ma perché siamo costantemente bombardate da immagini che associano la magrezza al valore personale. Oppure potremmo inseguire traguardi professionali che non ci entusiasmano, solo perché la società li considera simboli di realizzazione.

Come riconoscere gli obiettivi autentici

Per distinguere un desiderio autentico da uno indotto, può essere utile fermarsi e ascoltarsi davvero. Alcune domande possono aiutarti a fare chiarezza:

  • Perché voglio raggiungere questo obiettivo? Se la risposta è legata all’approvazione esterna o alla paura di sentirsi “indietro”, forse non è ciò che desideri davvero.
  • Come mi sentirò una volta raggiunto l’obiettivo? Se l’idea del risultato non ti emoziona o non ti dà un senso di pienezza interiore, potrebbe essere un segnale che quell’obiettivo non è in linea con i tuoi valori.
  • Cosa sceglierei se nessuno mi stesse guardando o giudicando? Immagina di vivere in un mondo senza giudizio o aspettative. Gli obiettivi che emergono in questo scenario sono quelli più vicini alla tua autenticità.

Tornare a se stesse

Riconoscere e liberarsi delle influenze esterne non è semplice, ma è essenziale per vivere in modo più autentico e soddisfacente. Smettere di recitare ruoli imposti e iniziare a scegliere consapevolmente cosa coltivare nella propria vita è il primo passo per costruire un percorso che rispecchi davvero chi sei.

In fondo, i propositi più potenti non sono quelli che ci avvicinano a un’immagine ideale, ma quelli che ci riportano a casa, verso noi stesse.

Lista dei buoni propositi come raggiungere i tuoi obiettivi

Lista dei buoni propositi: come raggiungere i tuoi obiettivi

Scrivere è un’azione molto potente, hai mai pensato di creare un bullet journal o scrivere un diario? Fissare nero su bianco idee e obiettivi, crea forme pensiero in grado di influenzare la nostra mente. Ci sono accorgimenti da assumere durante la scrittura degli obiettivi, in modo da avere effetti migliori.

Per il discorso fatto in precedenza, cioè che le parole hanno un peso e un significato ben preciso che il nostro cervello riconosce, vediamo i punti da tenere in considerazione:

  • Devono essere obiettivi che riguardano solo te. Possono esserci persone che in qualche modo vengono coinvolte nel percorso, ad esempio: ho un obiettivo di lavoro e ho bisogno di persone che abbiano delle competenze che non ho (web master, grafico ecc.). In questo caso è corretto “voglio creare un team di professionisti”, ma “voglio che Giuseppe/Caterina faccia…” non lo è. Non puoi decidere per gli altri. Anche il gettonatissimo “voglio fidanzarmi con…” non va affatto bene per lo stesso principio.
  • Usare il condizionale. Una lista di “vorrei” dice alla nostra mente che ci piacerebbe tanto che quei desideri si avverassero, ma che aspettiamo che qualcuno ci faccia la grazia. Usare il condizionale significa insicurezza sia verso le nostre abilità, sia verso il desiderio stesso. Non crediamo nella nostra capacità di realizzarlo, non ci si sente all’altezza e si scarica la responsabilità del mancato successo agli altri, al destino, a Dio o all’Universo.
  • Scrivere propositi umanamente irraggiungibili o in qualche modo nocivi. Dimagrire 10 kg in un mese? Forse è possibile, ma a quale costo per la tua salute? Non fai attività fisica dai tempi della scuola, ma domani vuoi partire per il Cammino di Santiago? Sono esempi estremi, lo so, ma servono a rendere l’idea: se vuoi davvero migliorare un aspetto della tua vita, parti dalla realtà. Porsi obiettivi irraggiungibili o troppo drastici rischia solo di farti perdere motivazione. Meglio piccoli passi costanti che un traguardo impossibile da sostenere.
  • Utilizzare il NON. Se desideriamo evitare situazioni o atteggiamenti è sicuramente meglio scrivere esattamente cosa vogliamo anziché cosa evitare. Non voglio essere timida andrà quindi sostituito con un più efficace voglio essere più sicura di me. E’ inutile dirci ogni giorno cosa non vogliamo. Oltre ad essere una perdita di tempo, abbiamo sempre il pensiero fisso su qualcosa che non si desidera. Tra l’altro il cervello con computa la negazione, quindi puoi scrivere tutti i non che vuoi ma lui li percepisce al contrario. Quindi nessun tipo di negazione ma solo affermazioni.
  • Mancanza di chiarezza e giri di parole inutili. Dritta e diretta al punto! Spesso si scrivono tante parole non necessarie, come a voler giustificare a se stessi il perchè desideri quella cosa. Sai bene il perchè. Giustificare il proprio desiderio significa avere dei sensi di colpa o pensare di non meritarlo.

Obiettivi concreti per l’anno nuovo

Gli obiettivi devono essere concreti e realizzabili, niente sogni ad occhi aperti, tanto belli quanto inutili. I desideri sono tanti, per trovare quelli giusti scrivi qualsiasi cosa ti venga in mente e prenditi tutto il tempo che vuoi. Servirà sicuramente più di un giorno o due, ma che importa? Non è necessario che la tua lista di obiettivi per il nuovo anno sia pronta per forza il 1 gennaio.

Quando pensi di non aver altro da aggiungere, rileggi la lista e ragionaci su; magari alcune cose non sono così importanti, alcuni punti possono essere ridondanti (voglio mangiare sano e voglio dimagrire, oppure voglio una vita sociale più vivace e voglio essere più espansiva). Ne troverai alcuni che invece possono essere una conseguenza al raggiungimento di un altro obiettivo.

Differenza tra obiettivi e cambiamento di abitudini.

Non confondere gli obiettivi per l’anno nuovo, che hanno bisogno di tempo per essere raggiunti, con cambiamenti che puoi fare anche subito. Fissa una data e da quel giorno si comincia: non c’è bisogno di un programma per smettere di mangiare dolci o per iscriversi (e frequentare regolarmente!) una palestra. Anche obiettivi con una scadenza già fissata, come ad esempio un esame o una laurea, non vanno nella lista ma in un planner o un’agenda to do list.

Oppure prova una vision board, ti aiuterà moltissimo a raggiungere i tuoi obiettivi.

Come si scrive la lista dei buoni propositi

Raggiungere i propri obiettivi richiede consapevolezza, pazienza e la volontà di ascoltarsi davvero. Scegliere traguardi che rispecchiano la propria essenza, senza farsi travolgere dalle influenze esterne o dall’urgenza di ottenere tutto e subito, è il primo passo verso un cambiamento autentico e duraturo. Ogni piccolo progresso conta: l’importante è muoversi con gentilezza verso la versione più vera di sé.

come scrivere Obiettivi concreti per l'anno nuovo

Stefania Gatta

Mi chiamo Stefania e dal 2010 scrivo di benessere naturale, mindfulness e lifestyle consapevole. Negli anni ho approfondito pratiche come yoga, pilates e skincare naturale, unendo esperienza personale e ricerca costante. Se l’articolo ti è stato utile, trovi altri contenuti simili qui sul blog

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